La vista non è un optional. Delusi da chi sceglie il riarmo anziché la cura dei cittadini
Come presidente di Comitato Macula e come paziente affetto da maculopatia, non posso tacere il mio sconcerto di fronte all’attuale scenario europeo. È inaccettabile constatare che, mentre si annunciano nuove risorse economiche destinate al riarmo, mancano ancora i fondi per garantire cure adeguate a milioni di cittadini europei con patologie croniche, invalidanti e progressive, come la maculopatia.
In Europa continuiamo a negare ai pazienti farmaci già approvati negli Stati Uniti, capaci – se non di guarire – almeno di rallentare la degenerazione retinica. La maculopatia secca, in particolare nella sua forma avanzata (atrofia geografica), è una condizione che priva gradualmente della vista, impedendo le attività quotidiane più semplici e minando la qualità della vita.
Abbiamo sempre sentito parlare di “rigore” e di “contenimento della spesa sanitaria”, eppure oggi scopriamo che questo rigore può essere aggirato per finanziare investimenti bellici. Lo dico con amarezza: chi combatte ogni giorno per non perdere la vista, oggi si sente doppiamente dimenticato.
Rappresentiamo persone reali, anziani, lavoratori, famiglie che ogni giorno fanno i conti con visite posticipate, colliri troppo costosi, farmaci non accessibili e liste d’attesa interminabili. La vista non è un privilegio: è un diritto. E la salute visiva merita attenzione e risorse, tanto quanto ogni altra priorità di un Paese civile.
Chiediamo alle istituzioni di ascoltare la voce dei pazienti, delle famiglie, dei caregiver. E di non scegliere il silenzio, perché il silenzio – in sanità – è un atto di abbandono.
Massimo Ligustro
Presidente Comitato Macula